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  • Francesco Zingoni

COVID o inflazione? Di cosa preoccuparsi davvero

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Venerdì scorso (26 novembre), gli investitori si sono trovati ad affrontare un "Black Friday" (giornata famosa per i forti sconti sugli acquisti in negozio e online) diverso dal solito, almeno apparentemente. In realtà, come vedremo, sempre di "forti sconti" possiamo parlare.



Le azioni globali e i prezzi del petrolio sono stati colpiti dai cali più forti da oltre un anno, a causa della scoperta di una nuova variante del coronavirus che ha innescato una svendita nelle società più esposte alla pandemia e una corsa verso i "porti sicuri". L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha designato il ceppo una "variante preoccupante", chiamandola "Omicron" (può essere divertente scoprire perchè sono state saltate le lettere Nu e Xi dell'alfabeto greco). Sempre l'OMS ha affermato, inoltre, che le prove preliminari suggerivano "un aumento del rischio di reinfezione" con la variante.

Il Governo Sud Africano si è affrettato a comunicare che, secondo i dati in loro possesso, la nuova variante non rappresenta un pericolo eccessivo, questo ha calmato i mercati che nella giornata di lunedì hanno recuperato quasi quanto perduto nella chiusura della settimana precedente (con l'indice S&P500 sotto di poco meno dell'1%). Al Governo Sud Africano si sono accodati anche alcuni studiosi italiani:



Non solo, il presidente Joe Biden lunedì ha detto che non si aspetta che gli Stati Uniti impongano ulteriori restrizioni di viaggio per arginare la diffusione della variante Omicron. Gli Stati Uniti lunedì hanno iniziato a escludere temporaneamente i visitatori dal Sud Africa, dove gli scienziati hanno segnalato per la prima volta il ceppo, e da Botswana, Zimbabwe, Namibia, Lesotho, Eswatini, Mozambico e Malawi. Il grado di diffusione della variante determinerà se sono necessarie ulteriori restrizioni di viaggio, ha affermato Biden in una conferenza stampa. Il presidente ha anche affermato di non ritenere necessario il lockdown. L'indice di volatilità CBOE, noto anche come VIX o indicatore della paura di Wall Street, è diminuito durante il rally di lunedì, ma è rimasto comunque sopra 22.

Tutto risolto, o forse no. Nella giornata di martedì 30 novembre l'Amministratore Delegato di Moderna, azienda statunitense che opera nel campo delle biotecnologie, particolarmente attiva nell'ambito della ricerca e lo sviluppo di farmaci basati sull'RNA messaggero (mRNA), ha rilasciato una dichiarazione che ha nuovamente preoccupato gli investitori.



L'amministratore delegato di Moderna ha previsto che i vaccini esistenti saranno molto meno efficaci nell'affrontare l'Omicron rispetto ai precedenti ceppi di coronavirus e ha avvertito che ci vorranno mesi prima che le aziende farmaceutiche possano produrre nuovi vaccini specifici per varianti su larga scala.

La nuova variante Covid, rilevata per la prima volta in Sudafrica, è stata ora trovata in più di una dozzina di paesi, costringendo molti a limitare i viaggi. I sintomi del Covid legati alla variante omicron sono stati descritti come “estremamente lievi” dal medico sudafricano che per primo ha lanciato l'allarme sul nuovo ceppo. Tuttavia, l'OMS ha affermato che ci vorranno settimane per capire come la variante possa influenzare la diagnostica, le terapie e i vaccini. Martedì, come parte della sua testimonianza trimestrale sulla pandemia, il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha detto al Senato come pensa che la variante omicron possa porre "rischi al ribasso per l'occupazione e l'attività economica". Complicando ulteriormente anche le prospettive di inflazione, secondo quanto detto dal capo della Fed.

"Una maggiore preoccupazione per il virus potrebbe ridurre la volontà delle persone di lavorare di persona, il che rallenterà i progressi nel mercato del lavoro e intensificherà le interruzioni della catena di approvvigionamento".

In un'apparizione davanti a una commissione del Senato, il capo della Fed ha affermato di ritenere che il ritmo della riduzione degli acquisti mensili di obbligazioni possa essere più rapido rispetto al programma di $15 miliardi al mese annunciato all'inizio di questo mese.

"A questo punto, l'economia è molto forte e le pressioni inflazionistiche sono più elevate, ed è quindi opportuno, a mio avviso, considerare di concludere il tapering dei nostri acquisti di asset... forse qualche mese prima", ha affermato Powell. "Mi aspetto che ne discuteremo nel nostro prossimo incontro".

Il presidente della Fed ha affermato che gli aumenti dei prezzi che hanno spinto l'inflazione al suo ritmo più veloce in 30 anni si sono diffusi "molto più ampiamente" in tutta l'economia negli ultimi mesi, portando a un'elevata minaccia di "inflazione persistentemente più alta". I commenti di Powell suggeriscono che l'attenzione della Fed è ora concentrata sulla lotta all'inflazione e ai suoi impatti negativi e non più su eventuali ulteriori interruzioni dell'attività economica dovute a nuove varianti di Covid. Questo a riprova anche del fatto che nuove varianti del Covid possono ritardare una riapertura completa dell'economia di qualche mese, ma non rimandarla in maniera indefinita.



Proprio il tema dell'inflazione, diversamente dal COVID, dovrebbe preoccupare l'investitore. Ray Dalio, il fondatore del più grande Hedge Fund del mondo, è rimasto fermo nella convinzione che la liquidità (intesa come mantenimento dei soldi sul conto corrente) non sia il modo corretto di gestire i propri soldi, nonostante la volatilità dei mercati innescata dalla nuova variante Omicron del Covid.

"Il denaro non è un investimento sicuro, non è un posto sicuro perché sarà tassato dall'inflazione. Durante i periodi turbolenti, è anche importante avere un portafoglio sicuro e ben bilanciato. Puoi ridurre il rischio senza ridurre i tuoi guadagni. Non è possibile fare market timing in questo mercato. Anche se fossi un grande timer di mercato, le cose che stanno accadendo possono cambiare il mondo, quindi cambia ciò che potrebbe essere valutato nel mercato".



La lettura dell'ultimo dato dell'inflazione dell'Europa si inserisce in un trend di inflazione rialzista che, contrariamente a quanto indicato dalle principali Banche Centrali (almeno fino a ieri), potrebbe non essere transitorio. L'ultimo a unirsi al coro dei critici delle attuali politiche delle Banche Centrali è stato l'Amministratore Delegato di Deutsche Bank: Sewing, parlando a una conferenza bancaria, ha affermato di non condividere l'opinione dei banchieri centrali secondo cui gli aumenti dell'inflazione siano temporanei.

"Penso che la politica monetaria debba prendere contromisure qui - e prima piuttosto che dopo", ha detto Sewing. “La presunta panacea degli ultimi anni – tassi di interesse bassi con prezzi apparentemente stabili – ha perso il suo effetto".

Al 4,9%, l'inflazione annuale dell'Eurozona a ottobre è stata la più alta mai registrata e notevolmente superiore al tasso del mese precedente del 4,1%. Inoltre, e ancora una volta, la previsione mediana (4,5%) è stata molto bassa rispetto al dato effettivo. Per inciso, l'inflazione tedesca è arrivata al 6%.

Cosa vuol dire questo per i risparmi sul conto corrente (ma, in un certo senso, anche per i soldi investiti in strumenti attualmente inefficienti dato il contesto di mercato come i titoli di Stato e/o le Polizze Ramo I)? Vediamolo graficamente (considerando un'inflazione al 2%, target della BCE, un'inflazione al 4,9%, media dell'eurozona, e un'inflazione al 6%, come quella presente in Germania):



Il risultato?

Considerando uno scenario inflazionistico come quello indicato, se 3 anni fa avessimo avuto €10.000 sul conto corrente oggi questi avrebbero un valore reale di: €9.411,92 / €8.600,85 / €8.305,84 (a seconda dei 3 possibili scenari di inflazione esposti). Nei prossimi 3 anni l'erosione del capitale dovuta all'inflazione porterebbe il nostro capitale a un valore reale di: €8.858,42 / €7.397,47 / €6.898,70.

In percentuale? Si tratterebbe una perdita, nel periodo complessivo considerato, rispettivamente di: -11,42% / -26,03% / -31,03%.

Se la variante Omicron sarà più pericolosa per la salute di noi tutti sarà la scienza, con i suoi tempi, a dircelo. Quello che, invece, sappiamo già oggi è che l'inflazione è pericolosa per i nostri risparmi.

Come comportarsi? E soprattutto, come si è comportato il mercato durante le precedenti ondate del COVID?



"Dopo lo shock della prima ondata - spiega Luca Tobagi, Investment Strategist Invesco - i mercati finanziari hanno reagito con flemma alle successive ondate di Covid facendo leva su una politica monetaria molto accomodante e una politica fiscale altrettanto incisiva con piani mirati di sostegno per il rilancio".

Il salvagente delle banche centrali e dei governi ha spinto al rialzo l’azionario anche se non bisogna dimenticare che nel 2021 i guadagni a Wall Street, sono stati trainati da una forte espansione degli utili (+30% nel terzo trimestre) più che dalle valutazioni, che si sono espanse prima, ma senza raggiungere livelli da bolla.

«Oggi i corsi azionari - aggiunge Tobagi - non sono particolarmente economici e questo li espone a un maggiore rischio volatilità a breve anche se restano un’asset class molto sensata da detenere».

Il mercato azionario si presenta quindi, ancora una volta, come uno strumento efficiente per salvaguardare il potere di acquisto dei propri risparmi accrescendone al contempo il valore. Tuttavia, l'aumento di trader "retail" (più emotivi), le valutazioni elevate, la presenza di un'inflazione crescente e la mancanza di chiarezza da parte delle Banche Centrali sulle loro future mosse rende questa asset class maggiormente volatile. L'ingresso in questo tipo di mercato pertanto deve essere disciplinato attraverso strategie graduali, ampiamente diversificate del capitale già in essere oppure attraverso un'aggiunta di nuovo capitale tramite piano di accumulo. Si tratta di una strategia di investimento conservativa che consente all'investitore di allocare il denaro disponibile per investire in un periodo di tempo specificato. Invece di investire tutto il denaro disponibile in una volta, l'investitore si impegna a investire un importo fisso su un particolare investimento a intervalli regolari indipendentemente dal prezzo del sottostante. L'investitore acquisterà più sottostante quando il prezzo è più basso e meno quando il prezzo è più alto. Pertanto, la media del costo si traduce in un costo medio inferiore riducendo il rischio e consentendo agli investitori di compensare la volatilità a breve termine. Gli acquisti avvengono indipendentemente dal prezzo del bene e ad intervalli regolari. Questa strategia elimina gran parte del lavoro dettagliato di tentare di temporizzare il mercato al fine di effettuare acquisti di azioni ai prezzi migliori.

Esistono comunque, per gli investitori che cercano una minore correlazione al mercato azionario, altre strade.

Nel contesto delle trasformazioni in corso a livello di ciclo economico internazionale ed in presenza di diverse incognite geopolitiche per i mercati quotati globali, gli investimenti alternativi in economia reale, cioè in aziende non quotate, possono offrire un’interessante opportunità di diversificazione per tutti i portafogli, ancor di più in un contesto di bassi tassi di interesse come quello attuale. L'importanza di questo tipo di investimento è già stata affrontata, tuttavia risulta sempre più evidente come questo tipo di investimento oggi porti grandi vantaggi all'investitore, ad esempio:

  • AUMENTARE la capacità del proprio portafoglio di ottenere migliori ritorni nel tempo;

  • DIVERSIFICARE i propri investimenti in modo più efficace, slegando parte di essi dall'andamento dei mercati finanziari;

  • PARTECIPARE direttamente alla creazione di valore del sistema economico reale sostenendone il tessuto imprenditoriale.

Quali sono oggi le possibilità in questo campo? Scopritelo qui.



Ancora una volta, è possibile dimostrare come con i giusti strumenti i momenti di ribasso (queste situazioni rimangono inevitabili ma non dovrebbero spaventare più di tanto: è possibile vedere una storia dei "crolli", ma soprattutto dei recuperi, del mercato stesso, qui) risultino essere in realtà delle interessanti occasioni di ingresso: gli strumenti e la "disciplina", determinano il risultato finale dell'operazione.

Per i catastrofisti ci sarà sempre un motivo per vendere: ma storicamente come sarebbe andata?




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