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  • Francesco Zingoni

Transizione energetica: come investirci

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Il conflitto in Ucraina ha dato un impulso per la realizzazione di una più rapida transizione verso l’energia verde, per abbandonare i combustibili fossili e stabilire una sana interdipendenza a livello mondiale, sottolineando l’importanza del “RePower EU” (il piano della Commissione europea per rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi ben prima del 2030), di seguito esamineremo le opportunità settoriali che saranno alimentate dall’accelerazione della transizione energetica.


Dopo la pandemia e l’attenzione dei programmi governativi verso le questioni ecologiche, la guerra in Ucraina può cambiare le carte in tavola?


La situazione scaturita dall’invasione dell’Ucraina è complessa sotto molti aspetti. Dal punto di vista della politica energetica europea, ha rinnovato l’attenzione sulla sicurezza energetica e sull’accessibilità economica delle fonti energetiche, due punti del cosiddetto trilemma del sistema energetico (composto anche dalla sostenibilità energetica), che sono stati trascurati dalle politiche del recente passato. La necessità di far fronte al rischio di rallentamento dei flussi di approvvigionamento di gas dalla Russia ha fatto aumentare le importazioni di GNL (gas naturale liquefatto) e ha portato alle stelle i prezzi del gas e le bollette energetiche, insieme a una maggiore dipendenza dal carbone. Nel breve periodo, l’inflazione dei costi amplificherebbe il focus sull’aspetto dell’accessibilità economica, mettendo sotto pressione sia il processo pluriennale verso l’indipendenza energetica dalla Russia, sia la transizione verso un mercato energetico europeo più verde, dato l’aumento dei costi di produzione dei nuovi asset rinnovabili. In prospettiva, lo scenario è comunque favorevole alla transizione energetica pluridecennale, probabilmente anche più di prima, e la recente conferma del piano “RePower EU” ne è un chiaro segnale. Gli investimenti iniziali per migliorare l’indipendenza energetica alimenterebbero un cambiamento nel mix delle fonti di gas europee e finanzierebbero nuove capacità di rigassificazione, insieme a una spinta verso una regolamentazione e una burocrazia molto più snelle per quanto riguarda lo sviluppo delle rinnovabili. Ciò contribuirebbe a rendere possibile la tanto necessaria intensificazione degli investimenti in energia pulita, essenziale per raggiungere gli obiettivi climatici stabiliti e per concentrarsi su temi quali le risorse rinnovabili, la sicurezza della rete e il consumo efficiente di energia.


Come influiscono la transizione energetica e la sostenibilità sugli investimenti infrastrutturali?


I tipi di investimenti necessari per favorire la transizione dall’attuale mercato energetico globale a uno sostenibile e green si concentrano principalmente su temi quali le fonti energetiche sostenibili, l’idrogeno, le soluzioni di decarbonizzazione, l’efficienza energetica e l’elettrificazione. Molte società di infrastrutture sono esposte a questi temi e potrebbero ricevere un potenziale impulso alla crescita sia dai nuovi investimenti, che dalla modernizzazione degli asset esistenti. Il settore delle utility ne è un chiaro esempio, trae infatti beneficio dalla crescita delle energie rinnovabili, dalla necessità di migliorare la sicurezza e la complessità della rete e dall’ampliamento della gamma di servizi offerti ai clienti finali, sia industriali sia retail. Allo stesso tempo, tendenze strutturali come l’urbanizzazione e la digitalizzazione giocano un ruolo chiave nel plasmare una società più sostenibile. Il settore dei trasporti, ad esempio, dovrà aggiornare gli asset esistenti, migliorare la portata e contribuire allo sviluppo di infrastrutture adeguate per i veicoli elettrici e le soluzioni a idrogeno. Allo stesso tempo, le società di telecomunicazioni dovranno investire per migliorare la connettività e l’accesso digitale. L’asset class delle infrastrutture si trova in una posizione favorevole per trarre vantaggio da questi temi e dalle conseguenti esigenze di investimento.


In un contesto caratterizzato da un’elevata inflazione, come si stanno muovendo le società nei settori energetici?


La recente inflazione che ha interessato il settore delle materie prime ha avuto un forte impatto sui modelli di business, con settori come quello energetico che hanno beneficiato di prezzi più elevati, in particolare per il gas naturale, il che ha consentito una forte generazione di free cash flow per le società esposte. Ciò nonostante, i reinvestimenti sono stati limitati, con gli operatori del settore energetico che hanno preferito restituire il capitale agli azionisti piuttosto che dare priorità agli investimenti nel core business, in quanto quest’ultima richiederebbe una visibilità più a lungo termine per essere considerata una proposta interessante. Questo potrebbe anche determinare un ulteriore e decisivo spostamento verso investimenti sostenibili per le società energetiche. È chiaro che l’inflazione non va a vantaggio di tutti i segmenti di mercato e che alcuni modelli di business non sono protetti dalle strutture contrattuali o hanno scarso potere di determinazione dei prezzi. L’inflazione dei costi di produzione sta colpendo molti settori, compreso il segmento delle energie rinnovabili, in cui il costo di componenti come i pannelli fotovoltaici è aumentato. In questo contesto, l’esposizione a società con un modello di business integrato e scalabile e con una qualche forma di protezione dall’inflazione integrata nei contratti a lungo termine è un fattore di differenziazione fondamentale nella scelta per l’inserimento in portafoglio.


Come vengono implementate queste idee di investimento nei portafogli?


Nel cercare investimenti che traggano vantaggio dal trend di transizione energetica strutturale, AZ Equity - Global Infrastructure offre agli investitori un’esposizione a società coinvolte in numerosi temi sottostanti, come l’energia pulita, il potenziamento delle reti, l’efficienza energetica e l’elettrificazione. L’attenzione ai trend sostenibili di lungo periodo si riflette anche nell’esposizione a temi come la digitalizzazione e l’urbanizzazione, forze chiave che plasmeranno il futuro della società. Nell’attuale contesto, è inoltre importante sottolineare come le società che compongono l’asset class delle infrastrutture abbiano diversi gradi di protezione dall’inflazione, che siano questi integrati in contratti a lungo termine, in accordi di concessione o in quadri normativi esistenti. La sostenibilità è un elemento chiave anche in prodotti tematici come AZ Equity - Water & Renewable Resources, un fondo azionario direzionale globale incentrato sulle società che operano nei settori dell’acqua, dei rifiuti e delle risorse rinnovabili. Questo focus tematico comprende chiaramente l’ESG come elemento chiave del processo di selezione delle società, consentendo di posizionarsi nelle catene del valore di queste tendenze sostenibili di lunga durata.



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